Documento per il Gruppo di Lavoro sull’Istruzione sull’Olocausto e altri genocide

Introduzione 

Una delle preoccupazioni principali sollevata da molti educatori e studenti riguarda il motivo di insegnare e imparare l’Olocausto quando nel corso della storia ci sono stati moltissimi altri esempi di sofferenza di massa di gruppi bersaglio. Inoltre, perché insegnare e imparare l’Olocausto quando oggi vengono perpetrati altri crimini contro l’umanità? 

Una comprensione chiara e ben informata dell’Olocausto, genocidio paradigmatico, può aiutare gli educatori e gli studenti a comprendere altri genocidi, atrocità di massa e violazioni dei diritti umani. L’insegnamento sulla sofferenza di massa è cominciato solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, o, per essere più precisi, dopo l’Olocausto, vale a dire, il tentativo da parte dei Nazisti e dei loro collaboratori di distruggere completamente la comunità ebraica europea. In parte a causa delle nostre indagini sull’Olocausto, si è sviluppata un’intera area di studi sui genocidi e, di conseguenza, i crimini contro gli Armeni sono stati restituiti alla storia e gli studiosi si occupano di molti altri esempi di disumanità, dai massacri degli Herero agli omicidi ed espulsione degli Stalinisti e ai più recenti orrori nell’Africa Centrale, in Sudan e Cambodia. 

Come afferma la dott.sa Linda Woolf della Webster University, “la violenza di massa, la tortura, le violazioni dei diritti umani fondamentali e il maltrattamento degli esseri umani non sono un aspetto nuovo dell’umanità; la documentazione di tali eventi è numerosa negli archivi storici. È indispensabile sviluppare una comprensione più profonda delle radici psicologiche, culturali, politiche e sociali della crudeltà umana, della violenza di massa e del genocidio. Dobbiamo continuare ad esaminare i fattori che permettono agli individui di perpetrare, collettivamente ed individualmente, il male/genocidio e l’impatto degli astanti apatici come carburante della violenza umana. Se un esatto modello di previsione della violenza di massa/crudeltà umana è al di là della portata della  capacità  umana, abbiamo l’obbligo di sviluppare un modello che evidenzi i segnali d’allarme e i fattori di predisposizione alla violenza umana e al genocidio. Con tali informazioni possiamo sviluppare politiche, strategie e programmi destinati a contrastare queste atrocità”. 

In questa serie di documenti offriamo informazioni e consigli per gli educatori che desiderano insegnare l’Olocausto, il genocidio e i crimini contro l’umanità in maniera comparativa. Questi documenti includono: 

Fondamenti logici per uno studio comparativo che mette in relazione l’Olocausto agli altri genocidi e ai crimini contro l’umanità, insieme ad una panoramica sulle possibili trappole da evitare.

  • Un’esplorazione delle relazioni tra i termini “Olocausto”, “Genocidio”, “Crimini di Guerra” e “Crimini contro l’Umanità”. 

  • Un’introduzione alle origini del termine “genocidio”, coniato da Raphael Lemkin durante la Seconda Guerra Mondiale, il suo inserimento nel diritto internazionale e una serie di definizioni alternative offerte dagli studiosi. 

  • Uno schema sugli sviluppi nel diritto e nelle istituzioni internazionali mirati alla Prevenzione e Pene dei Crimini Contro l’Umanità. 

Suggerimenti  di  siti  web  con  ulteriori  informazioni  e  consigli  per  coloro  che  desiderano 

Saperne di più sul genocidio

Si sta sviluppando un’ulteriore sezione che indichi i contenuti chiave da considerare nella preparazione di un programma di studio relativo all’Olocausto e ad altri genocidi e crimini contro l’umanità. 

 

Perchè collegare l’Olocausto ad altri genocidi e crimini contro l’umanità? 

Se da un lato lo studio della storia dell’Olocausto è un aspetto fondamentale tenuto in considerazione in molte classi, sia gli insegnanti che gli studenti spesso ritengono che anche altri eventi di genocidi simili debbano essere affrontati durante le lezioni. Tuttavia, le informazioni su altri genocidi sono spesso limitate. In alcuni casi sono poche le ricerche e le testimonianze a disposizione degli insegnanti e, inoltre, queste informazioni sono spesso politicizzate. Perciò, occorre chiedersi se la comparazione dell’Olocausto ad altri genocidi offre opportunità di apprendimento utili per i nostri studenti. Questa sezione riassume un numero di ragioni sul perché possa essere importante offrire un approccio comparativo e conclude con alcune ragioni e cose da fare che non dovrebbero essere trascurate in un approccio comparativo. 

Perchè collegare o paragonare l’Olocausto ad altri genocidi, crimini contro l’umanità e atrocità di massa?

  1. Spesso si ritiene che l’Olocausto abbia fatto emergere la nostra concettualizzazione del termine “genocidio”, che fu coniato durante la Seconda Guerra Mondiale, in molti casi come risposta ai crimini dei Nazisti e dei loro collaboratori. Perciò, l’Olocausto potrebbe costituire un punto di partenza e la base per studiare il genocidio. 

  2. Nel paragonare l’Olocausto ad altri genocidi e crimini contro l’umanità, dovrebbe essere possibile acuire la comprensione non solo delle similitudini tra gli eventi, ma anche delle differenze chiave. Nel fare questo, potrebbe esserci un’opportunità per capire meglio il particolare significato storico dell’Olocausto e come gli studi sull’Olocausto possono contribuire ad aumentare la nostra comprensione di altri eventi di genocidi. Allo stesso modo, lo studio di altri genocidi potrebbe contribuire a comprendere l’Olocausto in maniera più approfondita. 

  3. Nel paragonare l’Olocausto ad altri genocidi e crimini contro l’umanità potrebbe essere possibile identificare processi ed  elementi  comuni  nello sviluppo  di situazioni  di  genocidio. Attraverso la comprensione di un processo di genocidio e nell’identificare le tappe e i segnali d’allarme in questo processo si spera di poter contribuire a prevenire futuri genocidi. 

  4. Gli studenti dovrebbero apprezzare l’importanza dell’Olocausto nello sviluppo del diritto e dei tribunali internazionali e nei tentativi da parte della comunità internazionale di rispondere al genocidio nel mondo moderno. 

  5. Paragonare l’Olocausto ad altri genocidi potrebbe essere un mezzo per mettere in guardia i giovani dai potenziali pericoli dello sviluppo di altri genocidi e crimini contro l’umanità. Ciò potrebbe rafforzare la consapevolezza dei loro ruoli e delle loro responsabilità nella comunità mondiale. 

  6. Paragonare l’Olocausto ad altri genocidi potrebbe aiutare a superare il mancato riconoscimento di altri genocidi. 

  7. Un conoscenza dell’Olocausto potrebbe anche essere utile nel considerare come affrontare il passato in altre società dopo il genocidio, come le comunità possono rispondere al genocidio e come i sopravvissuti riescono a convivere con le loro esperienze. 

  8. La storia nazionale di un dato Paese può essere la ragione per collegare l’Olocausto ad altri genocidi: per esempio, perché il genocidio ha un ruolo importante nella memoria nazionale. 

 

Inoltre, è importante notare che ci sono molte sfide in tale approccio comparativo. Bisogna prestare attenzione ad evitare una serie di trappole:

  1. Il paragone tra due eventi storici distinti sarà difficile senza un’attenta contestualizzazione storica e richiede una buona comprensione di entrambi gli eventi storici. Questa è una sfida particolare, data la mancanza di materiale educativo che paragoni/colleghi l’Olocausto ad altri genocidi. 

  2. Le differenze tra gli eventi storici sono importanti e significativi tanto quanto le loro somiglianze e bisogna prestare attenzione a non mettere sullo stesso piano, diminuire o banalizzare sia l’Olocausto che gli altri genocidi al quale esso è paragonato. 

  3. È importante stare attenti alle differenze tra il paragonare i genocidi, che è possibile e legittimo, e il paragonare le sofferenze delle singole vittime o di gruppi di vittime, che non lo è. Bisogna stare attenti a non creare gerarchie di sofferenza o a non permettere al valore di uno studio comparativo di essere sminuito dai programmi politici o sociali o ricordi in concorrenza. 

 

È importante essere consapevoli della logica che sta dietro al paragone tra l’Olocausto e altri genocidi. Detto ciò, ci sono determinate ragioni o strategie per paragonare l’Olocausto ad altri genocidi che non sono fruttuose e che devono decisamente essere evitate. Ciò avviene quando:

  1. Il collegamento ad altri genocidi viene fatto per nascondere certi aspetti della storia nazionale di un Paese, come la collaborazione con la Germania nazista durante l’Olocausto. 

  2. L’Olocausto viene visto come un mezzo di potere politico nelle politiche contemporanee e il collegamento all’Olocausto viene fatto per considerazioni politiche. 

  3. Il collegamento ad altri genocidi viene fatto per sminuire o banalizzare l’Olocausto. 

 

Parole Chiave 

Mettere in relazione in termini “Olocausto”, “Genocidio”, “Crimini contro l’umanità” e “Crimini di guerra”.

Nei discorsi comuni, dai dibattiti nei media alle discussioni di tutti i giorni, una serie di termini collegati alle atrocità di massa – “crimini contro l’umanità”, “crimini di guerra”, “genocidio” e “Olocausto” – sono spesso utilizzati in maniera intercambiabile, a volte dando l’impressione di avere lo stesso significato. Sebbene questi termini siano spesso pronunciati nello stesso contesto e possano effettivamente essere messi in relazione, ciascuno di essi ha un suo significato specifico. Tre di questi termini – crimini contro l’umanità, genocidio e crimini di guerra – si riferiscono a categorie giuridiche e a concetti nel campo accademico. È importante notare il fatto che le categorie giuridiche sono strettamente definite. Per una maggiore chiarezza e comprensione, è importante che gli educatori aiutino i loro studenti a capire i diversi significati di ciascuno di questi termini.

I crimini contro l’umanità sono attacchi diffusi o sistematici contro la popolazione civile, indipendentemente dal fatto che si tratti di popolazione nazionale o non-nazionale e dal fatto che gli attacchi avvengano in periodo di guerra o di pace. Possono considerarsi “attacchi”, per esempio, omicidi, stermini, dislocamenti forzati, schiavitù, violenza, tortura e altri atti disumani. I crimini contro l’umanità riguardano essenzialmente la violazione dei comuni diritti umani e valori. È anche la categoria ombrello sotto la quale rientrano i “crimini di guerra” e il “genocidio” nel diritto internazionale.

I crimini di guerra sono azioni criminali commesse durante conflitti armati e il termine si riferisce a gravi infrazioni alle regole della guerra. Queste regole sono stabilite in una serie di accordi internazionali, primo fra tutti la Convenzione di Ginevra. Queste regole di guerra vogliono proteggere i civili, le donne, i bambini, i prigionieri di guerra e i militari malati o feriti durante i conflitti armati. Azioni come la tortura, la distruzione della proprietà e l’uccisione di civili od ostaggi possono essere definite crimini di guerra, così come l’ingiustificata distruzione di città, paesi e villaggi, o qualsiasi devastazione non giustificata da necessità militari. I crimini di guerra vengono commessi come parte di una campagna politica o militare più ampia.

Il genocidio si riferisce alla distruzione coordinata e pianificata di un gruppo di persone (dove il “gruppo” viene definito dai perpetratori). Il genocidio è comunemente accompagnato dalle uccisioni di massa, poiché questo crimine è un tentativo di distruggere il gruppo, non necessariamente di uccidere ogni singolo membro di quel gruppo. Alcuni chiamano il genocidio “il crimine dei crimini”. Altri etichettano il genocidio come il crimine contro l’umanità per eccellenza poiché lo scopo del genocidio è di estirpare una parte dell’umanità.

Il genocidio viene definito nella Convenzione sulla Prevenzione e Punizione del Crimine di Genocidio del 1948 delle Nazioni Unite. Nella Convenzione, gli atti costituiscono genocidio se vengono commessi “con l’intento di distruggere, per intero o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Mentre questa è la definizione legalmente applicabile di genocidio, il termine genocidio risale a prima della Convenzione del 1948 e pochi studiosi sono completamente soddisfatti di questa definizione, parzialmente a causa delle difficoltà pratiche nel provare “l’intento”. Per decenni gli studiosi hanno presentato e discusso una serie di definizioni alternative di cosa costituisce “genocidio”, spesso volendo espandere la lista dei gruppi contenuti nella definizione delle UN. (Per alcuni esempi di definizioni alternative, potete consultare il documento allegato Definire il Genocidio).

L’ Olocausto, il programma nazista di uccidere tutti gli Ebrei europei durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi viene definito genocidio. Tuttavia, durante il processo di Norimberga nel periodo dell’immediato dopo guerra, i perpetratori non furono accusati per il crimine di genocidio ma per quello di aggressione, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e altri reati (per la ragione che il crimine di genocidio fu introdotto nel diritto internazionale solo dopo la Convenzione ONU del 1948). L’Olocausto viene spesso definito come “genocidio paradigmatico”. In diversi modi, l’Olocausto funge da punto di riferimento per gli altri genocidi. Alcuni dei motivi sono questi:

  • il  termine  “genocidio”  non  esisteva  prima  dell’Olocausto,  ma  venne  coniato  nel  1943-4 dall’avvocato Ebreo Polacco Raphael Lemkin in risposta ai crimini nazisti 

  • l’Olocausto fu una forma estrema di genocidio in cui i perpetratori cercarono di distruggere un gruppo umano tramite il tentato omicidio di ogni membro di quel gruppo 

  • l’Olocausto è ben documentato, con molte ricerche e pubblicazioni 

  • l’Olocausto viene considerato un evento spartiacque della storia mondiale 

  • l’impatto dell’Olocausto sulla nostra attuale storia occidentale è immenso, poiché avvenne nel cuore dell’Europa 

  • il posto occupato dall’Olocausto  nella nostra memoria collettiva fa sì che altri  genocidi vengano spesso visti e interpretati attraverso la lente della nostra comprensione dell’Olocausto 

 

Come si relazionano fra loro questi termini?

I crimini contro l’umanità possono essere visti come categoria ombrello dei crimini internazionali. Nel diritto internazionale, infatti, rientrano nella categoria dei crimini contro l’umanità:

  • Il genocidio 

  • I crimini di Guerra 

  • L’aggressione 

Il genocidio si differenzia dagli altri crimini contro l’umanità per l’intenzione di distruggere completamente o parzialmente un certo gruppo di persone. Altri crimini contro l’umanità non richiedono questo specifico intento di distruggere un gruppo. 

Alcuni crimini contro l’umanità – come l’uso del lavoro forzato, le distruzioni di massa di civili, la confisca delle proprietà e la deportazione – possono essere un preludio al genocidio o una sua componente. Tuttavia, questi crimini contro l’umanità non portano sempre al genocidio e non ne sono sempre parte.

L’Olocausto è il nome dato a un caso specifico di genocidio: il tentativo dei nazisti e dei loro collaboratori di distruggere la popolazione ebraica. Altri genocidi commessi dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale furono I genocidi dei Polacchi e del popolo Rom. Furono tutti tentativi di distruggere un gruppo di persone, e vennero tutti accompagnati da uccisioni di massa. Tuttavia, il genocidio della popolazione ebraica fu senza precedenti nella sua totalità: nel tentativo dei nazisti di uccidere ogni uomo, donna o bambino ebreo. Mentre questo tentativo di omicidio totale fu una caratteristica distintiva dell’Olocausto, è importante notare che non costituisce parte della definizione di genocidio.

Il genocidio viene definito anche come intento di distruggere un gruppo, non necessariamente di uccidere ogni membro di quel gruppo. Dunque, mente l’Olocausto è un esempio estremo di genocidio, non deve essere preso come punto di partenza nel definire il genocidio: altri crimini non hanno bisogno di raggiungere un livello così estremo per poter essere definiti, e puniti, come genocidio nel diritto internazionale. 

 

Definizioni del genocidio 

Alcuni esempi 

Il termine "genocidio" fu coniato durante la Seconda Guerra Mondiale dall'avvocato Raphael Lemkin per il significare la distruzione intenzionale di gruppi nazionali sulla base della loro identità collettiva. Lo scopo di Lemkin fu quello di usare questo termine per esprimere un concetto di diritto internazionale per poter prevenire e punire ciò che il Primo Ministro britannico Winston Churchill aveva descritto come" un crimine senza nome ". L'idea di Lemkin ebbe successo: dal 1948 le nuove Nazioni Unite furono indotte ad abbozzare la Convenzione ONU sul genocidio.

La definizione giuridica internazionale del crimine di genocidio si trova all'articolo II della Convenzione del 1948 sulla Prevenzione e la Persecuzione del Genocidio.

Articolo II: Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno dei seguenti atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come per esempio:

(a) uccidere i membri del gruppo;

(b) provocare lesioni gravi all'integrità fis 

(c) ica o mentale di membri del gruppo; 

(d) sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica in tutto o in parte; 

(e) disporre misure per impedire lo sviluppo demografico all'interno del gruppo; 

(f) trasferire forzatamente i bambini del gruppo ad un altro gruppo.

Anche se va sottolineato che questa rimane l'unica, molti studiosi non sono d'accordo con questa definizione legale di genocidio. Essi trovano che, secondo questa definizione, l'elenco delle possibili vittime sia troppo ristretto, o che il movente di chi offende sia troppo chiaro e dettagliato. 

Qui di seguito vengono riportate alcune definizioni alternative. 

 

Adam Jones, nel suo Genocidio: un'introduzione completa ha stilato la seguente selezione delle definizioni accademiche del genocidio, che possono essere considerate un buono spunto di riflessione per insegnanti e studenti. Alcuni studiosi sono citati più di una volta, per indicare lo sviluppo delle loro idee nel tempo a proposito di questo dibattito.

 

Peter Drost (1959)

Il genocidio è la distruzione deliberata della vita fisica dei singoli esseri umani come conseguenza della loro appartenenza a una comunità. 

 

Vahakn Dadrian (1975)

Il genocidio è il tentativo riuscito da parte di un gruppo dominante, investito di autorità formale e/o con accesso preponderante alle risorse complessive del potere, di ridurre con coercizione o violenza il numero dei membri di un gruppo di minoranza vulnerabile. 

 

Irving Louis Horowitz (1976)

[Il genocidio è] una distruzione strutturale e sistematica di civili innocenti da parte di un apparato burocratico statale [..] Il genocidio rappresenta uno sforzo programmato nel tempo di eliminare un gruppo nazionale, di solito una minoranza [..] [e] una politica, il cui obiettivo fondamentale è di assicurare la conformità e la partecipazione dei cittadini.

 

Leo Kuper (1981)

Mi trovo costretto a seguire la definizione di genocidio indicata nella Convenzione [ONU]. Questo non vuol dire che sia pienamente d'accordo con il suo contenuto. Al contrario, credo che l'esclusione di gruppi politici dalla lista dei gruppi protetti sia un'omissione molto rilevante. Nel mondo contemporaneo, le differenze politiche stanno quanto meno alla base della strage e dell'annichilirsi delle differenze razziali, nazionali, etniche o religiose. Anche allora, i genocidi contro i gruppi razziali, nazionali, etnici o religiosi sono stati in generale conseguenza - o sono stati intimamente correlati - al conflitto politico. Comunque, io non credo che sia utile creare nuove definizioni di genocidio quando vi è una definizione riconosciuta a livello internazionale e una Convenzione sul genocidio che potrebbe diventare la base per un'azione efficace. Ma, poiché l'analisi sulla legittimità dell'esclusione di alcuni gruppi politici risulterebbe viziata, mi riferirò liberamente [..] ad azioni liquidatorie, o di sterminio contro un gruppo. 

 

Jack Nusan Porter (1982)

Il genocidio è la distruzione deliberata, totale o parziale - da parte di un governo o dei suoi funzionari - di una minoranza razziale, sessuale, religiosa, tribale o politica. Può riguardare non solo l'omicidio di massa, ma anche la morte per mancanza di cibo, le deportazioni forzate e la sottomissione politica, economica e biologica. Il genocidio coinvolge tre componenti principali: quella ideologica, quella tecnologica, e quella burocratico/organizzativa. 

 

Yehuda Bauer (1984)

Il genocidio [è] la distruzione pianificata - a partire dalla metà del XIX secolo - di un gruppo nazionale, etnico o razziale in quanto tale, operata con i seguenti mezzi: (a) omicidio di massa selettivo delle elite o di parti della popolazione, (b) eliminazione della cultura nazionale (razziale, etnica) e della vita religiosa con l'intenzione di indurre alla "denazionalizzazione", (c) riduzione in schiavitù, con lo stesso intento, (d) distruzione della vita nazionale (razziale, etnica) economica, con lo stesso intento, (e ) decimazione biologica attraverso il rapimento di bambini, o la privazione della vita familiare normale, con lo stesso intento [..] [L'Olocausto è] l'annientamento fisico programmato, per motivi ideologici o pseudo-religiosi, di tutti i membri di un gruppo nazionale, etnico o razziale. 

 

John L. Thompson e Gail Quets A. (1987)

Il genocidio è il tentativo di distruzione - operato intenzionalmente e con qualsiasi mezzo non legittimato dalle convenzioni di guerra - di una collettività sociale. 

 

Isidor Wallimann e Michael N. Dobkowski (1987)

Il genocidio è la distruzione organizzata deliberata, in tutto o in gran parte, contro gruppi razziali o etnici da parte di un governo o dai suoi funzionari. Può riguardare non solo l'omicidio di massa, ma anche la deportazione forzata (pulizia etnica), lo stupro sistematico, e la sottomissione economica e biologica. 

 

Henry Huttenbach (1988)

Il genocidio è qualsiasi atto che pone a rischio l'esistenza stessa di un gruppo. 

 

Helen Fein (1988)

Il genocidio è una serie di azioni intenzionali atte a distruggere una collettività attraverso omicidi selettivi o di massa; oltre che l'impedimento della riproduzione biologica e sociale della collettività. Tutto ciò può essere ottenuto attraverso la proscrizione imposta o la limitazione della riproduzione dei membri del gruppo. In questo modo si ha un aumento della mortalità infantile e la rottura del legame tra riproduzione e socializzazione dei bambini nella famiglia o nel gruppo di origine. L'autore del reato può rappresentare lo stato della vittima, un altro stato, o un'altra collettività. 

 

Frank Chalk e Kurt JONASSOHN (1990)

Il genocidio è una forma di omicidio di massa unilaterale in cui uno stato, o un'altra autorità, intende distruggere un gruppo in quanto tale e la sola appartenenza ad esso viene considerata fattore di colpevolezza. 

 

Helen Fein (1993)

Il genocidio consiste in un'azione mirata a distruggere fisicamente una collettività - in modo diretto o indiretto - attraverso l'impedimento alla riproduzione biologica e sociale dei membri del gruppo, a prescindere dalla vulnerabilità della vittima. 

 

Steven T. Katz (1994)

[Il genocidio è] l'attuazione dell'intento di uccidere un gruppo economico, con qualsiasi mezzo, nella sua totalità nazionale, etnica, razziale, religiosa, politica, sociale, di genere. 

 

Israel Charny (1994)

Genocidio, in senso generico, significa l'uccisione di massa di un numero considerevole di esseri umani non attuata nel corso di un'azione militare contro un nemico dichiarato e rivolta contro vittime che si trovano in condizione di impotenza essenziale. 

 

Irving Louis Horowitz (1996)

Il genocidio è qui definito come la distruzione strutturale e sistematica di un gruppo di persone innocenti da parte di un apparato burocratico statale [..] Genocidio significa lo smembramento e la liquidazione fisica di persone su larga scala, un tentativo da parte di coloro che governano per ottenere l'eliminazione totale di un popolo sottomesso.(NB Horowitz sostiene che "esiste una netta distinzione tra l'Olocausto [degli ebrei] e il genocidio". Si riferisce anche a "il fenomeno delle uccisioni di massa, di cui il genocidio è un sinonimo"). 

 

Barbara Harff (2003)

Il genocidio consiste nella promozione, nell'esecuzione e nel consenso implicito a politiche di governo attuate dalle elite, dai loro funzionari e dalle autorità contendenti. Queste azioni sono destinate a distruggere, in tutto o in parte, un gruppo etnico collettivo, politico o politicizzato. 

 

 

Prevenire e perseguire i crimini contro l'umanità 

La persecuzione dei crimini nazisti - una svolta nel diritto penale internazionale

Le fondamenta per lo sviluppo del diritto penale internazionale sono state gettate dai processi e dalle sentenze dei Tribunali Militari Internazionali di Norimberga e Tokyo, dopo la seconda guerra mondiale. Sin dal Trattato di Westfalia del 1648, si era adottata una dottrina di non interfenza negli affari interni di altre nazioni. Ora, circa 300 anni più tardi, le atrocità commesse dai nazisti, e dai loro alleati e collaboratori, sono state giudicate così atroci da essere classificate crimini contro l'umanità: quei crimini che poi sarebbero stati giudicati nei primi tribunali penali internazionali.

Questi processi, che hanno attirato l'attenzione di tutto il mondo, hanno dimostrato per la prima volta nella storia che qualsiasi individuo, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza, può essere ritenuto responsabile di crimini di diritto internazionale; una regola che sarebbe poi stata applicata a in tutto il mondo. In particolare, il Tribunale di Norimberga ha giudicato i più grandi criminali di guerra tedeschi, tra cui funzionari statali di rilievo e leader nazisti, per crimini di diritto internazionale. Gli imputati erano accusati di cospirazione pianificata in vista dello scoppio della guerra (guerra di espansione della Germania nazista); di crimini contro la pace (per aver invaso paesi che non costituivano alcuna minaccia); di crimini di guerra (per le brutalità commesse contro i civili dei territori occupati e contro i prigionieri di guerra) e di crimini contro l'umanità (in particolare per i crimini dell'Olocausto – e per l'uccisione di massa degli ebrei in Europa). I procedimenti giudiziari di Norimberga sono stati significativi non solo per lo sviluppo del diritto internazionale umanitario, ma anche per aver creato una legge che definisse la responsabilità penale individuale: fu la prima volta che crimini di dimensione internazionale, perpetrati nel quadro di una politica di Stato, sono stati perseguiti da un tribunale internazionale.

Il processo di creazione del diritto penale internazionale è stato ulteriormente sviluppato nel 1948 con la nuova definizione giuridica di genocidio. La Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio è stata una risposta diretta ai crimini dei nazisti e dei loro collaboratori.

 

Qual è il ruolo della Corte Penale Internazionale e degli altri tribunali internazionali?

Dopo la costistituzione dei Tribunali di Norimberga e di Tokyo e della Convenzione ONU sul genocidio, è trascorso molto tempo prima di adottare ulteriori iniziative per lo sviluppo e l’applicazione del diritto penale internazionale. Ad ogni modo, le misure sopra menzionate sono state una risposta notevole alle violazioni massicce dei diritti umani e una misura importante per ristabilire la pace e la sicurezza internazionale.

Sul modello dei Tribunali di Norimberga e Tokyo, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha istituito il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia nel 1993 e, nel 1994, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda. La creazione di questi tribunali e, successivamente, di altri organi giudiziari per la Sierra Leone, Cambogia e Libano, ha dimostrato sempre più la determinazione della comunità internazionale affinché tali crimini non vengano più tollerati. 

Tuttavia, sono ancora presenti organi distinti per situazioni specifiche.

Il desiderio di creare un tribunale con il potere di giudicare i crimini contro il diritto internazionale, ovunque siano stati commessi, ha portato alla creazione della Corte penale internazionale (International Criminal Court ICC) nel 1998. La Corte penale internazionale, approvata da oltre 110 Stati nazionali, è diventata uno strumento importante per garantire che gli autori di crimini efferati e atrocità di massa non sfuggano a un giudizio e a un'eventuale punizione. 

 

 

Come operano le autorità giudiziarie internazionali?

I Tribunali penali internazionali per la Jugoslavia e il Ruanda hanno entrambi l'autorità di perseguire i responsabili di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale. Si parla di crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio. Molte persone accusate di genocidio sono state giudicate da questi tribunali; sono state pronunciate, inoltre, importanti sentenze in materia di genocidio. Gli Stati hanno l'obbligo di cooperare con i rispettivi Tribunali internazionali nelle indagini e nel perseguimento delle persone accusate di aver commesso gravi violazioni del diritto umanitario internazionale.

I tribunali sono stati costituiti sotto il controllo del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per mantenere la pace e adottare un'azione militare e un’azione di peacekeeping per "ripristinare la pace e la sicurezza internazionale". Le decisioni adottate dal Consiglio di sicurezza sono giuridicamente vincolanti per tutti gli stati membri delle Nazioni Unite. Il dovere degli Stati nazionali a cooperare con i giudici prevale su tutti gli altri obblighi e comprende l'esecuzione di mandati d'arresto, l'estradizione, e l'accesso alle prove.

Alla Corte penale internazionale è stata data anche giurisdizione su crimini più gravi di rilevanza internazionale: genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Recentemente, è stato inoltre deciso di includere nella competenza della Corte penale internazionale il crimine di aggressione, che deve ancora entrare in vigore.

Le nazioni che hanno aderito all'ICC hanno l'obbligo di cooperare pienamente con la Corte nelle sue indagini e nel perseguimento dei crimini. Tale obbligo diventa universale rispetto a qualsiasi situazione che viene riferita alla Corte dal Consiglio di sicurezza. Il Tribunale può agire solo se il caso non è sotto indagine o sotto processo in un sistema giudiziario nazionale, o nel caso in cui i procedimenti nazionali non siano efficaci. Inoltre, la Corte penale internazionale giudica solo coloro che sono accusati di gravi crimini. A questo proposito, la Corte penale internazionale non è solo un giudice di ultima istanza, ma contribuisce anche al rafforzamento delle misure nazionali per applicare la responsabilità individuale per crimini internazionali. 

 

Cosa è cambiato?

Quando si impara la storia dell'Olocausto, gli studenti riflettono sui crimini di genocidio contro l'umanità in tutto il mondo e pensano che nulla sia cambiato. Tuttavia, mentre il mondo è ancora segnato da tali crimini e, mentre i meccanismi per prevenirli non sono ancora sufficientemente efficaci, vi è stato un cambiamento radicale nel modo in cui la comunità internazionale percepisce e risponde a queste atrocità. I tribunali internazionali sono importanti nella lotta contro l'impunità e per prevenire ulteriori violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Essi svolgono un ruolo importante per creare un senso di giustizia per le vittime e le comunità interessate; e per favorire misure nazionali di riconciliazione. Inoltre, hanno sviluppato un notevole effetto deterrente. 

Numerosi casi dimostrano alla comunità internazionale che i leader politici e militari di rango più elevato possono essere, indipendentemente dalla loro possibile immunità, ritenuti responsabili per i reati più gravi. 

 

Ulteriori informazioni sul genocidio 

Link utili per ulteriori approfondimenti 

Informazione e istruzione 

 Il Museo Statunitense in Ricordo dell'Olocausto fornisce informazioni storiche sulla Shoah e sul genocidio, oltre che consulenza in materia di insegnamento. http://www.ushmm.org/ 

L'Osservatorio per i Diritti Umani offre una discussione su una vasta gamma di questioni riguardanti i diritti umani su indicazione geografica. http://www.hrw.org 

La  pagina  dell'ONU  per  i  diritti  umani  delinea  politiche  e  trattati  in  materia  di  diritti  umani.  http://www.un.org/rights/

Il Centro Informatico di Documentazione sul Genocidio fornisce, oltre ai documenti riguardanti i genocidi in particolare, anche informazioni su statuti giuridici e leggi sul genocidio.  http://www.ess.uwe.ac.uk/genocide.htm

Genocide Watch http://www.genocidewatch.org/genocidetable2005.htm 

 

Prevenzione e attivismo

Prevent Genocide International, al di là delle informazioni sui genocidi in corso e su quelli del passato, suggerisce anche forme di attivismo nella lotta per porre fine ai genocidi.  http://www.preventgenocide.org/

La Aegis Trust http://www.aegistrust.org/ organizza campagne per combattere i crimini contro l'umanità e il genocidio. Le sue attività comprendono: la ricerca, la politica, l'istruzione, il ricordo, il lavoro dei media e le campagne di sostegno umanitario alle vittime.

Genocide Intervention http://www.genocideintervention.net/index.php è un rapporto fornito solo  a scopo informativo. È una raccolta di dichiarazioni di fatto rilasciate da esperti nel campo. L'ITF non garantisce alcuna garanzia sulla completezza o l’accuratezza di tali dichiarazioni. Per questo motivo il rapporto, e le opinioni espresse nei documenti di Genocide Intervention, non devono essere interpretati come la posizione ufficiale dell'ITF o dei suoi membri.

Genocide http://www.ppu.org.uk/genocide/ fornisce informazioni per gli insegnanti, gli studenti e i loro genitori.

The Genocide Prevention Project http://www.preventorprotect.org/>

Genocide  Prevention  Task Force   

http://www.usip.org/programs/initiatives/genocide-prevention-task-force 

 

Siti che esplorano casi specifici di crimini contro l'umanità

Indiani d'America: http://www.nmai.si.edu/

Armenia: http://www.armenian-genocide.org/

Bosnia: http://www.cco.caltech.edu/ ~ bosnia /

Cambogia: http://www.yale.edu/cgp

Timor orientale: http://www.yale.edu/gsp/east_timor/

Ruanda: http://www.hrw.org/reports/1999/rwanda/

Sudan: http://www.darfurgenocide.org/

Ucraina:http://www.infoukes.com/history/famine/index.html